Testimonianza per Giorno Missionaria
Marzo 7-9 2009
Buongiorno o, Buonasera a tutti,
Mi chiamo John Roderick e sono seminarista della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. Vengo dal Canada, da una città che si chiama Saint John, della provincia New Brunswick. Se tu vuoi cercarla su una carta geografica, troverai la mia città all’estrema parte est, bordo dell’oceano atlantico. Sono il terzo di cinque figli, e il primo maschio. Mi sono laureato in chimica, e ho fatto un Master in Teologia prima di decidere di entrare in seminario.
Ho incontrato la Fraternità San Carlo per la prima volta andando a Washington, DC, USA a studiare all’Istituto Giovanni Paolo II e seguendo l’invito di mia sorella a partecipare nella scuola di comunità, un ora di catechismo dove parliamo della fede. La prima volta che ho sentito parlare del movimento Comunione e Liberazione, era due anni prima quando il Responsabile di Comunione e Liberazione per Canada, John Zucchi è venuto nella mia università per incontrare e parlare con i studenti cattolici. Il mio caro amico Brandon faceva un Master in Educazione, e ha scoperto il libro di don Luigi Giussani, Il Rischio Educativo. Attraverso la sua ricerca di questo movimento, ha invitato il Responsabile John a venire a nostra università. Dopo la sua visita, ero un po’ confuso sulla vita di Comunione e Liberazione, ma allo stesso tempo molto interessato a approfondire la mia conoscenza di questo nuove movimento nella chiesa. Quando penso a questi avvenimenti, vedo che il Signore ha pianto un seme nella mia vita, un seme che crescerà nel tempo. Ho iniziato a seguire la scuola di comunità e dal qual momento, mi sono sentito parte del movimento, ho scoperto la bellezza de seguire Gesù e la Chiesa Cattolica. Mi ricordo, che mi sentivo molto affascinato di questa esperienza di amicizia e di vita cristiana. L’amicizia con don Antonio Lopez, un missionario della San Carlo a Washington, DC, mi ha aiutato a sviluppare la mia conoscenza della Fraternità, e mi ha incoraggiato a verificare la mia vocazione. L’esperienza di Comunione e Liberazione era un rinascita della mia fede, della concretezza della fede come integrale parte della vita.
Dopo due anni, sono venuto a Roma per visitare il seminario della Fraternità San Carlo e per imparare la lingua l’Italiana. Durante questa visita, sono rimasta affascinata dalla vita della Fraternità. Quest’esperienza della vita comune, e l’amicizia con qualche seminaristi ha aperto il mio sguardo sulla Fraternità, e ho visto una vera possibilità per la mia vita. Un vita piena di gioia, amicizia e una strada per vivere la mia relazione con Gesù nella Chiesa. E cosi, ho chiesto al retore di potere cominciare la strada per divenire sacerdote.
Quest’anno siamo dieci nel primo anno, condividiamo una vita comune molta bella. Preghiamo, studiamo, ci divertiamo, mangiamo insieme. Quest’amicizia che viviamo è il luogo dove Cristo si manifesta, e ci chieda di seguirlo, è il fondamento della nostra vita, il segno della presenza di Cristo, della nuova umanità che inizia con l’incontro con Cristo. Don Massimo Camisasca, il fondatore della Fraternità San Carlo, ha detto “La missione è innanzitutto l’espansione della nostra comunione e l’amicizia che noi viviamo insieme”. Durante quest’anno ho scoperto che la cosa la più importante per la vita è l’amicizia, l’amicizia che rivela la presenza di Cristo per il mondo. La nostra unità e comunione insieme è un segno per tutti, un amicizia chi è aperta e benvenuto a tutti. Cristo è contemporanea, è presente nei nostri canti, preghiere, studi e sport. Ogni seminarista porta con sé dei beni per la comunità, e solo mettiamo tutti insieme, noi possiamo vivere la nostra missione. Un'altra bella cosa che ho scoperto è la grandezza del fatto dell’Incarnazione, un fatto reale, che unisci i vari culture e lingue, un fatto che incorpora tutti uomini di tutti i tempi. È la mia speranza per la mia vita che posso condividere questa esperienza e l’amicizia e vivere come un vero missionario. Grazie e buon domenica, John Roderick
1 comment:
hi John;but don't understand italian
regards
Dad
Post a Comment